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Le malattie

Encefaliti Autoimmuni

Il termine encefalite indica un’infiammazione del cervello. Per molto tempo si è ritenuto che le encefaliti fossero quasi esclusivamente di origine infettiva, soprattutto virale. Oggi è noto che una quota significativa di encefaliti è dovuta a una risposta autoimmune.
In queste forme, il sistema immunitario produce anticorpi diretti contro componenti delle cellule nervose o delle loro connessioni. Questo determina un’infiammazione che altera il funzionamento di aree cerebrali coinvolte nella memoria, nel comportamento, nel linguaggio e nel controllo dei movimenti.
Negli ultimi anni, il miglioramento delle conoscenze e delle tecniche diagnostiche ha permesso di riconoscere queste malattie con maggiore frequenza.

Clinica
Diagnosi
Terapia

L’esordio delle encefaliti autoimmuni è generalmente subacuto: i sintomi compaiono nell’arco di giorni o settimane e tendono a peggiorare progressivamente.

 

Spesso i primi disturbi non sono immediatamente riconducibili a una malattia neurologica. Possono comparire:

 

  • difficoltà di memoria e di concentrazione
  • confusione mentale
  • cambiamenti del comportamento o della personalità
  • alterazioni dell’umore o sintomi psichiatrici

 

Con il progredire della malattia possono associarsi:

 

  • crisi epilettiche
  • disturbi del linguaggio
  • movimenti involontari
  • riduzione dello stato di vigilanza

 

La presenza combinata di sintomi neurologici e psichiatrici a rapida evoluzione rappresenta un elemento caratteristico di queste patologie.

La diagnosi di encefalite autoimmune richiede una valutazione neurologica specialistica e si basa sull’integrazione di diversi dati clinici e strumentali.

 

Gli esami più utilizzati sono:

 

  • risonanza magnetica dell’encefalo, che può mostrare segni di infiammazione, anche se nelle fasi iniziali può risultare normale
  • esame del liquido cerebrospinale, utile per individuare segni di infiammazione e per la ricerca di anticorpi specifici
  • ricerca di anticorpi specifici su sangue tramite prelievo ematico
  • elettroencefalogramma, che può evidenziare alterazioni dell’attività elettrica cerebrale

 

La presenza di anticorpi diretti contro il sistema nervoso può essere di grande aiuto diagnostico, ma la loro assenza non esclude la malattia.

Le encefaliti autoimmuni sono condizioni potenzialmente trattabili. L’obiettivo della terapia è ridurre l’attività anomala del sistema immunitario e limitare il danno cerebrale.

 

Il trattamento iniziale prevede generalmente:

 

  • corticosteroidi ad alte dosi
  • immunoglobuline per via endovenosa
  • plasmaferesi
  • immunosoppressori classici e farmaci biologici

 

Nei casi in cui la risposta sia insufficiente, possono essere utilizzati farmaci immunosoppressori più mirati. Il tipo e la durata della terapia vengono decisi dal neurologo in base al quadro clinico e all’evoluzione della malattia.


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