Gli inibitori dei checkpoint immunitari (ICIs) sono farmaci biologici utilizzati per la cura di diversi tipi di tumore (es. melanoma, tumore polmonare). Si tratta di anticorpi monoclonali che potenziano il funzionamento del sistema immunitario, in modo che possa attaccare ed eliminare le cellule tumorali. Ad oggi esistono numerosi farmaci approvati appartenenti a questa categoria (nivolumab, pembrolizumab, ipilimumab, relatlimab) che hanno migliorato in modo significativo la prognosi di molti tumori avanzati.
Nonostante i grandi benefici clinici, gli ICIs sono associati a una serie di effetti collaterali chiamati eventi avversi immuno-correlati (irAE).
Gli irAE derivano da un’eccessiva stimolazione immunitaria che può causare infiammazioni indesiderate in vari organi, tra cui il sistema nervoso. Le componenti del sistema nervoso che possono essere colpite sono: nervi periferici, muscoli, midollo spinale, cervello e meningi.
Nella maggior parte dei casi rispondono bene a terapia immunosoppressiva temporanea, come corticosteroidi, ma in rari casi possono essere gravi o fatali. Per questo è fondamentale il riconoscimento precoce.

Quanto sono frequenti?
Circa 1–5% dei pazienti può sviluppare sintomi neurologici. Le forme gravi sono molto più rare (meno dell’1%).
Quali disturbi neurologici può causare l’immunoterapia?
Dal momento che la tossicità secondaria a immunoterapia può riguardare diverse componenti del sistema nervoso, le manifestazioni cliniche di queste complicanze sono molto eterogenee.
Riassumendo, i quadri clinici che si osservano con maggiore frequenza sono:
Come si arriva alla diagnosi?
Di solito sono necessari:
Come si trattano le tossicità neurologiche?
Il trattamento dipende dalla gravità dei sintomi:
Forme lievi
Forme moderate o gravi
Prognosi
Con un trattamento tempestivo:
Il fattore più importante è riconoscere i sintomi il prima possibile.