La malattia da anticorpi anti-MOG (MOG Antibody Disease – MOGAD) è una patologia autoimmune rara del sistema nervoso centrale, caratterizzata dalla presenza di anticorpi diretti contro la proteina MOG (Myelin Oligodendrocyte Glycoprotein), che fa parte della guaina mielinica che avvolge e protegge le fibre nervose.
Quando il sistema immunitario produce questi anticorpi, si verifica un’infiammazione del Sistema Nervoso Centrale che può danneggiare nervi ottici, midollo spinale e altre aree del cervello. Questo danno provoca sintomi variabili, che dipendono dalle regioni del sistema nervoso colpite, rendendo la malattia difficile da riconoscere senza un’attenta valutazione specialistica.

Epidemiologia e decorso
La MOGAD può insorgere a qualsiasi età, ma è più frequente nei bambini, negli adolescenti e nei giovani adulti, senza una chiara predominanza tra uomini e donne.
La malattia si manifesta spesso con episodi acuti, chiamati ricadute, che possono comparire improvvisamente e avere intensità variabile. Può essere monofasica (verificarsi solo una volta nella vita) o recidivante.
Manifestazioni cliniche
Coinvolgimento dei nervi ottici
Uno dei quadri clinici più frequenti riguarda il coinvolgimento dei nervi ottici, che spesso porta a episodi di infiammazione bilaterale o monolaterale (Neurite Ottica). In questi casi, i pazienti possono avvertire dolore agli occhi, soprattutto durante i movimenti oculari, e una riduzione significativa della vista, che può insorgere rapidamente.
La percezione visiva può risultare alterata, con visione sfocata, comparsa di macchie scure e difficoltà nel distinguere correttamente i colori. A differenza di altre malattie demielinizzanti, nella MOGAD la neurite ottica tende a recidivare con una certa frequenza, ma generalmente risponde bene ai trattamenti tempestivi, limitando il rischio di danni permanenti alla vista.
Coinvolgimento del midollo spinale
Un’altra manifestazione tipica della MOGAD è la mielite, cioè l’infiammazione del midollo spinale. Questa condizione può presentarsi rapidamente e provocare debolezza o paralisi agli arti, sensazioni di formicolio o intorpidimento, disturbi nella regolazione della vescica e dell’intestino e dolore neuropatico intenso, spesso percepito come bruciore o fitte.
Rispetto alla Neuromielite Ottica (NMOSD), le lesioni spinali nella MOGAD tendono ad essere più limitate e segmentarie, ma possono comunque avere un impatto importante sulle funzioni motorie e sensitive.
Coinvolgimento cerebrale e del tronco encefalico
Oltre a nervi ottici e midollo spinale, molti pazienti presentano sintomi legati a coinvolgimenti cerebrali o del tronco encefalico. Questi possono includere deficit motori, sensitivi, alterazioni dell’equilibrio o della coordinazione motoria e disturbi cognitivi leggeri, come difficoltà di concentrazione o rallentamento dei processi mentali.
FLAMES
Esiste anche una forma, definita FLAMES (FLAIR-hyperintense Lesions in Anti-MOG-associated Encephalitis with Seizures), rara manifestazione clinico-radiologica della MOGAD, che si presenta con lesioni corticali iperintense alla Risonanza Magnetica (RM) e crisi epilettiche, spesso accompagnate da febbre e mal di testa (cefalea).
MOGAD in età pediatrica
Nelle forme pediatriche la MOGAD si può manifestare in tutte le forme precedenti, ma più frequentemente come ADEM (Encefalomielite Acuta Disseminata), caratterizzata da sintomi neurologici rapidi come disturbi della coscienza, crisi epilettiche, sintomi motori, sensitivi, dell’equilibrio e della vista.
In circa la metà dei casi la malattia è monofasica, vale a dire si manifesta con un’unica ricaduta in tutta la vita, mentre nelle forme associate ad anticorpi anti-MOG la malattia può essere recidivante.
La diagnosi di MOGAD richiede una valutazione accurata e multidisciplinare da parte di specialisti esperti in malattie neuroimmunologiche. Il percorso inizia generalmente con un’analisi dettagliata della storia clinica del paziente.
Un elemento centrale nella conferma della diagnosi è la ricerca degli anticorpi anti-MOG nel sangue (ed eventualmente nel liquor cerebrospinale). La loro presenza permette di distinguere la malattia da altre condizioni demielinizzanti, come la Neuromielite Ottica o la Sclerosi Multipla.
Parallelamente, la Risonanza Magnetica rappresenta uno strumento fondamentale per visualizzare le lesioni infiammatorie a livello del midollo spinale, dei nervi ottici e del cervello, consentendo di valutarne localizzazione ed estensione. In alcuni casi, può essere utile completare l’indagine con l’esame del liquor cerebrospinale, per escludere altre cause di infiammazione e confermare il quadro diagnostico.
Fase acuta
Attualmente esistono strategie terapeutiche efficaci per ridurre rapidamente l’infiammazione durante gli episodi acuti. I farmaci utilizzati includono:
Prevenzione delle ricadute
Al momento non esistono farmaci approvati in modo specifico per la prevenzione di nuove ricadute. A questo scopo vengono utilizzati farmaci immunomodulatori, biologici o immunosoppressori, tra cui:
La terapia viene personalizzata in base all’età, ai fattori prognostici, alla frequenza degli episodi e alla risposta ai trattamenti precedenti.
Gestione a lungo termine
Un percorso di cura completo, che includa terapia mirata, monitoraggio regolare, riabilitazione e supporto psicologico, aiuta i pazienti a preservare funzionalità e qualità di vita. Riconoscere tempestivamente i sintomi e intervenire rapidamente consente di proteggere le funzioni neurologiche e vivere con maggiore sicurezza.